Sicurezza

Il backup che ti salva davvero: la regola 3-2-1-1-0 in parole semplici

Il ransomware cifra i dati – spesso insieme al backup. Con la regola 3-2-1-1-0 e un piano testato, un attacco resta una seccatura, ma non un dramma.

Dal Mostro del Backup

4 min di lettura

Il Mostro del Backup dice: “Un backup conta solo quando torna indietro.”

Quand'è l'ultima volta che hai recuperato un file dal tuo backup? Non salvato – recuperato.

Se ora devi pensarci un attimo, sei in buona compagnia. Molte aziende fanno diligentemente i backup, ma non li testano mai. Ce ne si accorge solo quando conta: dopo un guasto al disco, una cartella cancellata per errore o un attacco con software di estorsione, il cosiddetto ransomware.

In breve

  • Tre copie, due tipi di supporto, una copia altrove, una offline o immutabile, zero errori al test.
  • Le cartelle sincronizzate sono comode, ma non sono un backup.
  • Un backup conta solo quando il ripristino è stato testato.

Perché il ransomware ama i backup

Il ransomware cifra i dati e chiede un riscatto per la chiave. Gli aggressori cercano apposta i backup, per cifrare o cancellare anche quelli. Secondo il Bundeslagebild Cybercrime 2025 del BKA (l'Ufficio federale di polizia criminale tedesco), in Germania sono stati denunciati 1.041 attacchi ransomware, circa il dieci per cento in più rispetto all'anno precedente. Circa il 90 per cento ha colpito piccole e medie imprese. E: solo il sette per cento circa delle vittime ha pagato. Il BKA lo interpreta come segno che molte aziende sono diventate più resilienti – e i buoni backup ne fanno parte.

La regola: 3-2-1-1-0

La nota regola 3-2-1 è una regola empirica nata dalla pratica. In vista dei ransomware si è arricchita di due cifre:

3-2-1-1-0: cinque cifre per dormire sonni tranquilli
  • 3Copie dei tuoi dati: l'originale e due backup.
  • 2tipi di archiviazione diversi, ad esempio un'unità di rete e uno spazio cloud.
  • 1Copia in un altro luogo – così un incendio o un furto non colpisce tutto.
  • 1Copia offline o non modificabile, così un aggressore non può cifrarla.
  • 0errori nel test di ripristino – perché verifichi regolarmente.

Nelle sue misure contro i ransomware il BSI (l'Ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica) raccomanda espressamente un backup offline, scollegato dal resto della rete dopo il salvataggio, e un ripristino testato. “Immutabile”, in inglese “immutable”, significa: per un periodo stabilito nessuno può modificare o cancellare il backup, nemmeno un amministratore – e quindi nemmeno un aggressore con un accesso admin rubato.

Mantieni la calma

Il backup perfetto non esiste. Ma un backup conservato separatamente e già ripristinato con successo trasforma una catastrofe in una brutta giornata.

Cosa va messo nel backup?

Più di quanto si pensi. Non solo la cartella “Clienti”, ma anche:

  • Caselle di posta: Molti servizi email conservano le email cancellate solo per un tempo limitato. Un backup proprio protegge da sbagli e attacchi.
  • Sito web e shop: file e database, idealmente ogni giorno – e non solo presso lo stesso fornitore.
  • Contabilità e software di settore: spesso su un unico computer che “è sempre stato lì”.
  • Accessi e impostazioni: Chi ha quale password, com'era configurato il router? Il Mostro Lost lo chiama raccoglitore per le emergenze.

A questo si aggiunge la domanda di quanto indietro puoi tornare. Chi conserva solo l'ultima notte, salva anche la crittografia di ieri. Più versioni nell'arco di giorni e settimane sono quindi obbligatorie.

Sincronizzare non è fare un backup

Un errore frequente: “Ma i nostri file sono nel cloud.” Una cartella sincronizzata tra computer e cloud è pratica – ma non è un backup. Se un file sul computer viene crittografato o cancellato, poco dopo succede lo stesso nel cloud. Alcuni servizi offrono un cestino o versioni precedenti, spesso però solo per un tempo limitato e non per tutto.

Lo stesso vale per un disco esterno sempre collegato al computer. È comodo, ma un ransomware lo raggiunge esattamente come il disco interno. Solo quando la copia è separata, non modificabile o presso un servizio di backup dedicato con versioni, conta ai sensi della regola. A dire il vero, sono proprio queste le domande che nei colloqui chiariscono di più: cosa è solo duplicato, cosa è davvero salvato?

Un backup mai ripristinato è una promessa. Non un piano.

Il Mostro del Backup

Il test che quasi nessuno fa

Una volta a trimestre, per un'ora: recupera dal backup un file a caso, una casella di posta o il sito – su un computer di prova, non sull'originale. Annota quanto tempo ci è voluto e se c'era tutto. Tutto qui. Questo piccolo test è lo “0” della regola e la differenza tra “Abbiamo un backup” e “Torniamo operativi”.

Importante è anche l'ordine in caso di emergenza: cosa deve ripartire per primo? Di solito email, telefono e contabilità – il sito web spesso solo dopo. Scrivilo su una pagina e mettila, stampata, dove la si trova anche senza computer.

Cosa puoi fare adesso

  • Elenca cosa viene salvato e cosa no – comprese caselle di posta e sito web.
  • Controlla che almeno una copia sia offline o non modificabile.
  • Conserva più versioni per almeno alcune settimane.
  • Fai un test di ripristino questa settimana e annota quanto dura.
  • Scrivi su una pagina l'ordine di ripartenza e stampala.

Il Mostro del Backup configura i backup secondo la regola 3-2-1-1-0 – sulla nostra infrastruttura, sulla tua o presso un fornitore sul mercato – e testa regolarmente il ripristino insieme a te. Per il server proprio dietro le quinte c'è il Mostro dei Server.

Fonti

  1. BSI: Backups, Datensicherungskonzept und zentrale Datenhaltung (Top-10-Ransomware-Maßnahmen)
  2. BSI: Maßnahmenkatalog Ransomware (PDF)
  3. Bundesregierung: Bundeslagebild Cybercrime 2025 (12.05.2026)
  4. IHK Schwerin: Bundeslagebild Cybercrime 2025

Fonti verificate l'ultima volta il 05.11.2026. I link portano a pagine esterne.

Il Mostro del Backup aiuta – con calma

Al sicuro è ciò che si può recuperare.

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